XI Edizione Premio Nazionale di Poesia "G.Altobello" 2017

Categoria: Notizie Eventi
Pubblicato: Giovedì, 27 Aprile 2017

XI PREMIO NAZIONALE DI POESIA

“GIUSEPPE ALTOBELLO”

                           IL PRIMO PREMIO ASSEGNATO A PIZZOLUNGO PATRIZIA DI UDINE

                    LA PREMIAZIONE VENERDì 8 DICEMBRE ALLE ORE 17,30

VERBALE DEL PREMIO DI POESIA “ G. ALTOBELLO “ ED. 2017

L’anno 2017 il giorno 30 del mese di Novembre alle ore 16,00 presso il DLF di Campobasso alla Via Garibaldi n° 1, si è riunita la Giuria del Premio Altobello composta da: dott. Costantino SIMONELLI ( presidente ), prof.ssa Antonella PERROTTA ( giurata ), prof.ssa Rossana VARRONE ( giurata ),  prof. ssa Linetta COLAVITA (giurata ), Geom. Ugo D’UGO segretario.

Il presidente preso atto della presenza di tutti i giurati, dichiara valida la seduta e, considerato che tutti i componenti hanno già dato una attenta lettura e valutazione degli elaborati pervenuti e compilato la scheda di valutazione personale, illustra per sommi capi le modalità di disamina degli elaborati prescelti dai giurati e dichiara aperta la discussione.

Il presidente, dopo aver illustrato i criteri da seguire nella scelta , passa alla lettura delle poesie segnalate da ciascuno dei giurati.

 Si dà lettura alla poesia  TERRA__che consegue  quattro consensi

Si dà lettura della poesia__Caffè del  Legionario _che  consegue  tre  consensi.

Si dà lettura  della poesia__Muta…menti ____che  consegue due _ consensi.

Si dà lettura della poesia _Vorrei che fossi tu, Mahatma_che consegue _uno_consensi.

Si dà lettura della poesia __Il viaggio ___che consegue __uno__ consensi.

Si dà lettura della poesia __Danzano__che consegue __uno__consensi.

Si dà lettura della poesia __Tristezza__che consegue __uno___consensi.

Dopo attenta rilettura delle poesie che hanno avuto il maggior numero di consensi, la giuria  si è così espressa: _TERRA__riceve__quattro_ consensi;

__Caffè del Legionario__ riceve _tre___consensi;

__Muta…menti___riceve__tre___consensi..

Si dà una seconda rilettura delle poesie  aventi pari merito ( per eventuali  pari merito )_Muta…menti___e_Caffè del legionario___che ricevono rispettivamente __due__ e _tre__ consensi..

Dopo approfondito esame e costruttiva discussione la Giuria dichiara di assegnare i premi alle seguenti poesie: 1° classificato (titolo e motto e giudizio) TERRA con motto FIORDALISO con il seguente giudizio: La Terra, quella con la “T” maiuscola, cosmica,  o quella con la  “t” minuscola, la propria, è comunque sempre la tua  Terra. Talora devastata, offesa, tradita, e, tuttavia, amata d’un’ amore tra il materno e l’infantile.  In questa poesia c’è l’armonia nella sintesi, un chiaro progetto e un chiaro messaggio. E poi, la vera poesia non vuole il vocabolario ricercato, non vuole troppi artifizi. Vuole offrirti immagini che ti danno emozione e ti restano. A volte anche in soltanto due versi come questi due, dolcissimi: “ti avvolgo in un abbraccio con coperte di nuvole”.

.

2° classificato (titolo, ecc) Caffè del Legionario con motto: COME SMARRIRE UN ANELLO IN UN PRATO con il seguente giudizio:” Poesia tra “l’atmosferico “ e “ L’esistenziale” che nel breve spazio di un sonetto sa rimanere in equilibrio tra la disillusione ed una sobria speranza, coniugando con disinvoltura musicalità del verso e libertà d’espressione.”

3° classificato (titolo, ecc)  Muta…menti con motto: LA MILONGA DELL’ANGEL con giudizio: Il fascino di questo componimento è soprattutto nel ricordo di un passato quello dei vent’anni, in cui si respirava “immenso”. Meno efficace, ma sempre suggestivo, il Muta…mento che giunge con la disillusione e in cui i”tramonti” misurano stanchezza. 

Il segretario, aperte le buste contenenti i dati anagrafici corrispondenti ai motti identificativi dei poeti, li comunica al Presidente che dichiara vincitrice della XI Edizione del premio “Giuseppe Altobello”, 2017 sezione poesia in lingua, la poesia __TERRA__con motto___Fiordaliso___ scritta dal poeta/poetessa PIZZOLUNGO Patrizia__di_Udine__ con giudizio come in precedenza.

 Dichiara 2^ classificata  la poesia __Caffè del Legionario___con motto_Come smarrire un anello in un prato__ scritta dal poeta __PETTA Giovanni ___di __Sessano (IS):____ con giudizio come in precedenza.

Dichiara 3^ classificata la poesia _Muta…menti___ con motto ___la Milonga dell’Angel____  scritta dal poeta/essa_Dina DEL GUISA__di_Salerno__ e con giudizio come in precedenza.

Segnalazione di merito viene assegnata alle seguenti poesie Il viaggio___ di Di Scenza Antonio __  di Boiano (CB);

Danzano ___di Sorbo Antonio___di__Venafro (IS)_;

Vorrei che fossi tu, Mahatma__ di Bacca Enzo___di _Larino (CB);

Segnalazioni speciali a_NESSUNA.

 La riunione termina alle ore _18,15__ con la chiusura del seguente verbale che viene  letto, confermato e sottoscritto dal presidente, dal segretario e da tutti i giurati.

Il segretario                                                    IL PRESIDENTE DELLA GIURIA

(Ugo D’Ugo)                                          f.to (Costantino Simonelli)

                                              Giurati: f,to    Maria Antonella Perrotta

                                                                      Rossana Varrone

                                                                      Linetta Colavita



Cent'anni di baldorie

Categoria: Notizie Eventi
Pubblicato: Giovedì, 03 Marzo 2016
Scritto da Super User

Cent'anni di baldorie è una antologia, scaricabile gratuitamente dal sito [vedi tasto EBOOKS nel menu], frutto di una lunga ricerca sulle tracce della nostra appartenenza. E' l'insieme di versi, canti, suoni, farse, tradizioni, giochi, voci di un lontano passato, trasmessi dal trisavolo (prima metà del 1700) al bisnonno (1823), al nonno (1863) alla madre (1906) al figlio, per l'appunto l'autore che intende trasmettere la vasta mole di documenti alle generazioni presenti e future, raccolte in un volume, perché si sappia chi siamo e da dove veniamo.

Un soldatino e Giuseppe Verdi
L’INCONTRO D’UN SOLDATINO MOLISANO E GIUSEPPE VERDI
 
Quale meraviglia trovare tra le carte del grande musicista di Busseto, un piccolo documento, un pezzo di carta, che il grande maestro Giuseppe Verdi consegnò a un giovane soldato molisano?
Antonio, un nome a caso, non voleva credere ai suoi occhi, quando si spalancarono, increduli e meravigliati, di fronte a quelle quattro parole vergate con calligrafia ferma e con tanto di firma originale a margine.
Antonio, lui molisano, conosceva bene quel paese del Molise Medio abbarbicato sulla sponda destra del Biferno e conosceva pure quel cognome; cognome, manco a farlo apposta, comune a tutta una famiglia di musicisti e subito il pensiero corse a loro, pensando: Questo signore a cui è stata rilasciata la dedica sarà senz’altro un loro parente.
Sì, è vero che, in altri tempi, la musica, lirica e quella classica, era molto amata, tanto che nelle feste principali si faceva a gara, tra i paesi e tra i comitati dei festeggiamenti, ad assoldare la migliore banda, per cui potrebbe essere stato possibile che un appassionato estimatore del grande Maestro avesse potuto spendere tanto per assistere ad una sua opera e che abbia potuto chiedergli, infine, un autografo.
Antonio, però, è uno che non si contenta delle supposizioni e preso nota del contenuto del foglio di carta, si dà a ricercare chi fosse il fortunato a cui Giuseppe Verdi aveva rilasciato il foglio con dedica e si reca a Castellino del Biferno.
E’ bastato, a lui, solo aprire bocca che immediatamente viene indirizzato alla persona giusta:
Ezio Pesichilli per gli amici, Alessio per tutti, maestro di Flauto Traverso e docente presso il Conservatorio Perosi di Campobasso.
Il maestro Ezio Persichilli conosceva bene a chi  e perché fu rilasciato quell’autografo e immediatamente gli racconta la storia, una storia che sembra una fiaba.
Angelo Persichilli, nonno di Ezio e di Angelo, per l’appunto omonimo del nonno , anche lui grande flautista conosciuto in tutto il mondo per la sua  arte, nonno Angelo, poco più che ventenne, era soldato a Rodi.
Qui, i militari di stanza avevano messo su una orchestrina per allietare le serate degli ufficiali a cui spesso era invitata anche la popolazione locale e il giovane soldato Angelo Persichilli si adattava a suonare il bombardino.
Di tanto in tanto, il Ministero delle Colonie mandava grossi complessi bandistici ad esibirsi nelle località più importanti, così un giorno capitò che un grosso complesso si esibì a Rodi.
Grande fu la serata e grande fu l’entusiasmo che suscitò nelle autorità locali l’esibizione di quel complesso, tanto che al termine ci fu la richiesta a gran voce di voler ascoltare l’esecuzione del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.
Il Maestro Direttore della banda si rifiutò di eseguire l’opera richiesta, adducendo come scusa che per eseguire quell’opera occorreva un ottimo suonatore di bombardino che, al momento, era assente per malattia.  
Tra i tanti presenti, si fece avanti un ufficiale superiore che disse al Maestro che se avesse voluto c’era un bravissimo soldato che suonava  molto bene quello strumento.
 Il maestro allora chiese all’ufficiale di presentarglielo che se fosse stato veramente bravo quel giovane, avrebbe accettato di eseguire l’opera richiesta.
L’ufficiale andò in cerca del soldato Angelo Persichilli e lo accompagnò dal maestro per un’audizione e al termine della quale, il Maestro invitò il giovane a provare. Così, dopo qualche giorno di prova, fu eseguito in quel Teatro di Rodi l’opera “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini.
Durante l’esecuzione, mentre si esibiva il Bombardino nella sua virtuosa parte, da un palco, una fanciulla che era accompagnata da un signore distinto, gettava fiori all’indirizzo del giovane soldato tutto preso e rapito nella sua impeccabile esecuzione che gli fruttò un crescendo di applausi.
Al termine della serata, mentre la gente si allontanava dal teatro ed anche i musicisti si prendevano una boccata di ossigeno, l’anziano signore che accompagnava la fanciulla si accostò al soldato Angelo e gli disse: “Bravo! Il Signore le ha dato un dono e sappia mantenerlo.” e si allontanò a passo lento.
Il Maestro Direttore che era nei pressi ed aveva assistito alla scena, subito gli si avvicinò e gli disse: “Sai chi è quello che ti ha fatto il complimento?” “ No, non lo conosco” rispose Angelo.
“Quel signore è il grande maestro Giuseppe Verdi, che si trova in vacanza sull’isola ed è venuto ad ascoltarci.”
Allora il nonno Angelo gli corse dietro e gli chiese: “ Maestro, io vi chiedo scusa perché non vi ho riconosciuto, vi dispiacerebbe scrivermi ciò che mi avete detto su un pezzo di carta, perché se lo racconterò in paese nessuno mi crederà, ma se mostrerò la vostra firma non potranno darmi del matto.”
Così il Grande Maestro si fece dare un foglio di carta e scrisse questa frase: “ Ad Angelo Persichilli di Castellino sul Biferno (CB) con tanto onore” e vi appose sotto la firma.
Quel foglio con la firma del Maestro è quello che Antonio ha ritrovato esposto nella casa di  Busseto, tra le carte appartenute a Giuseppe Verdi.
Il giovane soldato Angelo Persichilli tornato alla vita civile suonò con le principali bande pugliesi ed abbruzzesi e da lui  sono venuti fuori tutta una famiglia di bravi musicisti che fanno onore al nostro Molise.
 
Campobasso 2010

PREMIO DI POESIA "G. ALTOBELLO" 2016- PREMIATI

Categoria: Notizie Eventi
Pubblicato: Giovedì, 03 Dicembre 2015

X PREMIO NAZIONALE DI POESIA- PREMIAZIONE

“GIUSEPPE ALTOBELLO”

Sabato 7 maggio , nella Sala Teatro del Dopolavoro ferroviario di Campobasso, alla presenza del Sindaco della città e del Presidente della commissione cultura e davanti ad un nutrito scelto pubblico si è svolta la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Nazionale di Poesia “ G. Altobello”.

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Ricordato il poeta Cerri
 
conf cerri 31da sin.Ing A. Vincelli , il Prof. A. Mucciaccio, il PresidenteMercoledì 26 maggio, nella  sala delle conferenze dela Biblioteca Prov.le “P. Albino” di Campobasso, gremita di amici e di amanti della poesia, l’Associazione “F. Jovine” presieduta da Ugo D’Ugo, ha ricordato la figura del poeta casacalendese Giovanni Cerri (n. 12-3-1900 m.14-7-1970).
A tale compito, è stato invitato il prof. Antonio Mucciaccio, preside del Liceo Classico “Perrotta” e del Liceo Artistico di Termoli, professore di pedagogia generale all’Università del Molise, studioso e critico della produzione letteraria ed artistica molisana e non solo, organizzatore dell’”Agòn Sofoklèios” (Gara internazionale di Greco Antico) e collaboratore attivo del Parco letterario Molise 2000, presieduto dall’instancabile Vincenzo Di Sabato, promotore culturale di grande livello.
Il prof. Mucciaccio ha ripercorso il mondo e le condizioni di vita ( politiche, economiche e sociali) in cui è cresciuta e maturata la personalità del Cerri; ci ha svelato particolari biografici inediti e momenti salienti della vita dell’artista, il suo grande amore per il paese, terra di contadini, terra di sacrificio, terra di duro lavoro, terra d’”I Guàie”, per l’appunto l’opera data alle stampe dal poeta nel 1959 per le edizioni Rebellato di Padova e ristampata nel 1978 per l’editrice Marinelli di Isernia.
E’ proprio nel mondo contadino la principale fonte d’ispirazione del Cerri, che di questo canta più i dolori che le gioie, vista la durezza della vita dei campi, della gente che deve fare i conti con un territorio montuoso, aspro e con un clima non proprio dei più desiderabili (con inverni rigidi ed estati afose), con proprietà polverizzate, con la ristrettezza di mezzi, con la mancanza di strade ( spesso il contadino deve percorrere quattro o cinque e più km. di strada mulattiera per raggiungere il podere). Elementi questi, che si leggono tutti sulle fronti della povera gente di campagna. E poi…fare i conti con  l’ignoranza: l’analfabetismo, all’inizio del secolo scorso, toccava punte dell’ottanta per cento!
Ed il prof. Mucciaccio non ha risparmiato neppure critiche al Duce che definiva il Molise “la Provincia più rurale delle più rurali province d’Italia”. Che orgoglio! Roba da mettersi le mani nei capelli, se pensiamo che molta gente viveva in un solo locale, in compagnia degli animali, senza acqua, senza alcun servizio igienico: in fondo al “basso” l’asino, la pecora e la capra, davanti il letto, il camino e la fornacella; una buffetta (tavolo) e, in alcune case, le galline che razzolavano tra i piedi.
U munne è nu castiélle/ de tante e tante guàie/ ca cuntàrle sulamènte/ z’arrizzene i capille/ a tante gènte / Così canta Cerri nella poesia “I Guàie”.
Ma il poeta non si rassegna; vorrebbe liberare la povera gente dai guai: Trevasse nu cefiélle ammaunite! (affatato)/ U sunarrìe / da ‘ncoppe a na muntàgne / p’ararenà / tutt’i guàie da génte / e zuffennarle dent’a nu zeffunne / e può cantà / u Diesille / pe tutt’i vie du munne.
Nella poesia del Cerri affiorano qua e là le lezioni dei grandi poeti nazionali, da Dante a Carducci, a Pascoli e a Leopardi, ma non mancano neppure i dialettali Di Giacomo e Porta, poeti che pure hanno influenzato la poesia del Cirese, altro grande poeta molisano, contemporaneo ed amico del Nostro; ma la voce del Cerri prende corpo e vita proprio nel suo profondo cuore pieno d’amore per la sua terra ed è lì, quasi esclusivamente che si nutre, conoscitore com’è del vissuto, dell’anima della sua gente, la gente molisana, gente segnata dal dolore ma sempre con la schiena diritta come i pioppi della sua “via d’i Chiuppetiélle” (vedi poesia Nu zinne de ciele, ch’è tutta da spiegare, secondo me, nel suo allegorico significato ): Iétt’u iuvve / de tutt’i penziére.. (Getta il giogo di tutti i pensieri… Ma non è forse questo un invito ai giovani ad essere sé stessi, con la schiena diritta se vogliono andare per la via dei “Chiuppetiélle”, per l’appunto dei “Pioppini”. Non so se il Cerri questa poesia l’abbia scritta in tempi bui, ma so per certo che mai più di oggi i giovani hanno bisogno di essere uomini con la schiena diritta, con la testa sulle spalle, se vogliono essere protagonisti in un paese che sta andando allo sfascio per mancanza di seria dirigenza politica.
 Ed ancora più avanti il poeta dice : Nen te fermà. / Lèvet’a giacchétte/ e astrìgnete u cendrìne / ca mmèrza è longa / e chiéna de ‘nduoppe e spine. /Nen te fermà./ Nu sùleche scì / e n’àvete pure,/ u lùteme è u chiù tuòste:/ ze tire cu core / e z’ammasse cu sedore./ Camìna, o cafone, / ch’è longa ssa vìa / e sèmpe chiù tosta / t’aspètte a fatìa.. (Non ti fermare / Levati la giacchetta / e stringi il cinturino / che la salita è lunga/ e piena di intoppi e spine./ Non ti fermare. / Un solco sì / e un altro pure, / l’ultimo è il più duro /.
Non è questo un altro invito ai giovani a credere in sé stessi, non aspettarsi tanto dal cielo perché solo con la consapevolezza delle proprie forze, del proprio lavoro, si superano gli ostacoli e la vita per i comui mortali è piena di intoppi. Sono pochissime le mosche bianche che possono dormire su letti rifatti. 
La stretta amicizia che lo lega a Francesco Jovine, altro grande della nostra terra, suo compagno di studi ed amico, che pure ha parlato della dura vita contadina nelle sue opere, (una per tutte  “Le terre del sacramento” ) è altro elemento che contribuisce ad influenzarne il carattere.
Ci sarebbe da dire tanto su questo poeta dialettale, vissuto nell’altro secolo, ma attualissimo per i suoi tanti messaggi, per le sue tante riflessioni nascoste in versi stringati, essenziali,  oserei dire ermetici, alla Ungaretti, sì nella sua poesia ritrovo Ungaretti per molti tratti,  ( vedi Com\'a gramégna, Ulìa, Nu Cìgne,  Lucigni e lucèrne, I nemiche );ma non spetta a me , non ho io l’autorità per confermarlo. Io posso solo dire di esserne ammirato.
Nella poesia del Cerri c’è originalità, come appunto ha fatto notare il prof. Mucciaccio. Egli si muove su un realismo, a volte anche disperato, vedi “Cafone” e “U Crapare” dove i versi finali “risolvono il dramma nella più perfetta mezza luce” come pure ha fatto notare il Rimanelli nella sua prefazione alla ristampa del 1978.
Alla manifestazione non hanno voluto far mancare la loro prestigiosa testimonianza il Sindaco di Casacalenda, Gagliardi, e il consigliere regionale Romagnuolo, mentre l’ing. Antonio Vincelli, grande estimatore del poeta, ha declamato con passione e perfetta dizione le belle poesie di Giovanni Cerri.  

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